Coltiviamo il Cambiamento – Un percorso condiviso per comprendere il clima che cambia
Il progetto Coltiviamo il Cambiamento, promosso dal Comune di Onanì e realizzato dal CEAS con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna (D.G.R. n. 4/132 del 15.02.2024 – Azione 2), nasce dall’esigenza di accompagnare la comunità nella comprensione dei cambiamenti climatici e degli hazard estremi che stanno trasformando il territorio.
Negli ultimi anni, anche in Sardegna, eventi meteoclimatici intensi, periodi di siccità prolungata, alluvioni improvvise e variazioni del regime delle precipitazioni sono diventati sempre più frequenti. Di fronte a queste trasformazioni, la conoscenza, la consapevolezza e la partecipazione attiva diventano strumenti fondamentali per costruire comunità più resilienti.
Un progetto che parte dall’ascolto
La prima fase del percorso ha messo al centro il dialogo tra istituzioni, enti scientifici, scuole e cittadini. Incontri operativi con l’Università di Sassari, ARPAS, Protezione Civile e amministrazioni locali hanno permesso di definire un quadro condiviso di obiettivi e contenuti.
Questa dimensione collaborativa ha rappresentato la base su cui si è costruito l’intero progetto, rafforzando la rete territoriale e creando nuove occasioni di scambio tra CEAS e mondo accademico.
Indagare il cambiamento: percezioni, dati e memoria
La seconda fase ha intrecciato indagine sociale, ricerca storica e analisi scientifica.
Nei Comuni di Lula, Onanì e Osidda è stato diffuso un questionario rivolto ai residenti, con l’obiettivo di valutare la percezione del rischio climatico e la conoscenza del Piano di Protezione Civile. Parallelamente, gli studenti della Scuola Secondaria hanno raccolto testimonianze orali da anziani e adulti, ricostruendo la memoria climatica del territorio. Le operatrici CEAS hanno affiancato questo lavoro con un’analisi delle serie storiche ISPRA e ARPAS su un arco temporale di 80 anni. Il risultato è stato un archivio ricco e articolato, capace di restituire la complessità delle trasformazioni climatiche percepite e misurate nel tempo.
Agire il cambiamento: educazione e cittadinanza globale
La dimensione educativa ha rappresentato il cuore del progetto.
Attraverso il kit SOGLOBE, i laboratori dedicati ai diritti dell’infanzia e le attività esperienziali, bambini e ragazzi hanno esplorato i temi della sostenibilità, della responsabilità globale e degli impatti del cambiamento climatico sulla vita delle persone. Le visite alla stazione meteo, al vivaio Vita Verde, agli impianti ARPAS ed ENAS e le attività sul fiume Cedrino hanno permesso agli studenti di osservare direttamente fenomeni climatici, adattamento delle piante e gestione delle risorse idriche.
Costruire il cambiamento: comunità coinvolte e strategie condivise
Workshop partecipativi, aperitivi scientifici e incontri pubblici hanno coinvolto cittadini, tecnici e amministratori nella lettura delle vulnerabilità territoriali e nella definizione di raccomandazioni operative per migliorare comunicazione, allerta e autoprotezione. Questi momenti hanno rafforzato la consapevolezza collettiva e la capacità del territorio di affrontare gli hazard climatici con strumenti più efficaci.
Una comunità che cresce insieme
Il Consiglio Comunale del 31 luglio 2026 ha rappresentato la conclusione simbolica del percorso: una restituzione pubblica dei risultati, delle evidenze e delle proposte emerse.
La consegna delle Pigotte UNICEF ai nuovi nati ha ricordato che il cambiamento climatico riguarda soprattutto il futuro delle giovani generazioni, e che ogni azione di oggi contribuisce a costruire un domani più sicuro e sostenibile.
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